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#10

I miei primi anni di lettura sono
stati legati fondamentalmente a tre autori (per quanto lo spessore culturale
del primo sia profondamente diverso da quello degli altri due): Geronimo
Stilton, Jules Verne e Robert Louis Stevenson. Il primo perché, se sei alle
elementari, un topo che scrive libri di avventura è obbiettivamente il più figo
di tutti. Gli altri due per un motivo molto più pratico: mio zio da ragazzo
doveva essere un gran lettore di Verne e Stevenson dato che a casa dei miei
nonni trovai (e mi fregai senza pudore alcuno) un sacco di libri dello
scrittore francese e dell'inglese, divorandoli poi uno ad uno.
Quest'oggi parleremo di un libro
del famosissimo scrittore di avventure britannico, forse uno dei suoi
capolavori più famosi: L'isola del tesoro.
Probabilmente può essere considerato il capostipite occidentale dei libri di
avventura, o quanto meno quelli riguardante i viaggi in mare con pirati e
tesori, il libro che ci ha donato il personaggio di Long John Silver, la storia
del più famoso motivetto piratesco:
Quindici uomini nella cassa del morto
Ioh oh, oh, e una bottiglia di rhum.
Bevi e che il diavolo faccia il resto
Ioh, oh, oh,e una bottiglia di rhum.